Ho scelto di essere giornalista per amore della verità. Ed ho smesso per lo stesso motivo. L’episodio di oggi è solo l’ennesima riconferma.LiberoSito

L’articolo/intervista pubblicato da Libero il 22 dicembre doveva essere l’orgogliosa affermazione della coraggiosa scelta di una donna con un’alta formazione di cambiare vita in nome della libertà di espressione e dell’onestà intellettuale. Quindi dal giornalismo che non mi permetteva di raccontare la verità, alla pornografia dove esprimo con sincerità, entusiasmo e piacere autentico tutte le sfumature del mio erotismo senza vergognarmene. Si è trasformato, soprattutto in chiusura, nella frettolosa dichiarazione che anche il porno è un mondo falso di personaggi malpagati che si doppano per fare cose impossibili agli esseri umani.

Era già successo:

Nel luglio 2007 il mio articolo denuncia di una maxi evasione fiscale da parte dei taxisti torinesi è stato trasformato, nel titolo, DA Taxisti evasori: lo stato recupera 2 mln di euro A Stangata sui taxisti: lo stato pretende il pagamento di 2 mln

Nell’agosto 2010 ho denunciato lo stato di degrado degli scavi archeologici di Pompei, constatando il blocco dei lavori e l’assenza dei controlli, nonostante fosse stato instaurato da mesi un commissario straordinario per indirizzare l’auspicata privatizzazione di un patrimonio storico inestimabile. Mi è stato risposto che LA NOTIZIA NON INTERESSA. Esattamente due mesi dopo è crollata la casa dei Gladiatori. Il primo di tanti “incidenti di percorso”.

OGGI ho raccontato con profusione alla collega di Libero le ragioni di una scelta di campo, drastica e irreversibile, che è stata dismettere una maschera di ipocrisia per vivere con sincerità e libertà tutte le sfumature della mia esistenza. Nel rispetto della legge e degli altri.

Il risultato è stato lo storpiamento della realtà per tirar fuori una notizia falsa. Le ragioni di “poco spazio a disposizione” è la giustificazione per il pressappochismo. SE NON C’E’ ABBASTANZA SPAZIO PER RACCONTARE TUTTO NON SI PUO’ SCRIVERE UNA NOTIZIA ERRATA. Si chiama Etica del Giornalismo e correttezza nei confronti del lettore.

 

COSA E’ EMERSO

Nella pornografia c' è un uso di sostanze chimiche per mantenere l' erezione?

Si utilizzano tanti metodi, non solo il viagra, che non sempre funziona.

HO DETTO: Tanti hanno nel cassetto il sogno di provare almeno una volta nel porno, ma non tutti hanno i requisiti per riuscirci. Perchè girare una scena non è come far l’amore in privato, nell’intimità e con le luci spEnte. E non sempre ricorrere al viagra funziona, perchè è una questione di predisposizione e padronanza del proprio corpo. E la videocamera crea un grosso blocco psicologico.

INOLTRE

Gli attori ricorrono a punture di sostanze naturali, come la papaverina, fatte sul pene, che provocano erezioni forzate e durature, di circa 4 ore.

INVECE

In Italia non esiste il lavoro del pornoattore. Chi si sperimenta nel porno non lo fa con regolarità e non esiste una regolare attività che consente di esercitarsi alle ardue acrobazie dell’erotismo internazionale. Sono a conoscenza della pratica di taluno di assumere sostanze più o meno naturali come la papaverina e non ricordo cos’altro, attraverso iniezioni sottocutanee, per indurre un’erezione certa ma sono voci che circolano nel settore e non ho avuto occasione di verificare di persona. Ciò non significa che io condivida o approvi questa alterazione della realtà.

Dopotutto lo stile italiano nella pornografia si caratterizza proprio per questo: persone reali che comunicano attraverso erotismo e piacere il gusto della vita e l’autenticità del godimento.

 

HO RICHIESTO CON TEMPESTIVITA’ L’OBBLIGO DI RETTIFICA garantito dall’art.8 della legge 47/48 sulla stampa e ribadito dall’art.2 della legge 63/69 sull’ordinamento della professione di giornalista.

La redazione non ha risposto a telefono

Ho inviato una email richiedendo che nella versione online fosse omessa la parte inesatta dell’articolo o fosse pubblicata la versione corretta da me inviata, dello stesso numero di battute. MA LA MIA RICHIESTA E’ STATA VOLUTAMENTE IGNORATA. E stamattina la versione online dell’intervista raccontava di una giornalista esibizionista che copula in pubblico con colleghi falsamente eccitati. Facciamo una scommessa? Invito un giornalista alla quattro giorni che io e il gruppo di SpicyLab vivremo alla ErosPorto dal 9 al 12 marzo per verificare di persona la vera droga con cui si eccitano i pornoattori: l’euforia della festa, la condivisione della comune predisposizione al godimento e il piacere dell’esibizionismo.

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