nati studio2017 infograficaLe culle restano vuote e l’altare nuziale è sempre meno frequentato: Il concetto di famiglia nel Belpaese sta da un lato evolvendo, dall’altro tende a scomparire. In base ai più recenti dati Istat, l’Italia si conferma il paese con il più basso tasso di natalità nel mondo, mentre il numero degli abitanti è in calo solo dello 0,1% rispetto al 2016 grazie ai flussi migratori ed alla prolificità degli immigrati stranieri. Eh si che si stava meglio quando si stava peggio, ma oggi non abbiamo voglia di sacrificare la nostra vita per star dietro a pappine e pannolini, nè di rinunciare all’ultimo modello di smartphone o alla vacanza dei sogni per dedicarsi h.24/24 tutti i giorni alle esigenze ed all’educazione di una creatura che dipende unicamente da noi.

Il circolo vizioso del benessere ha portato l’italiano medio a sottovalutare lo scorrere del tempo: il giovane “bamboccione”, di qualunque sesso, resta a casa in media fino ai 30 anni frequentando per lo più corsi universitari e di formazione pagati dalla famiglia, e solo dopo il prolungato periodo di gioventù pensa a metter su famiglia. Tra i 30 ed i 35 anni c’è la sperimentazione dell’assetto familiare, la casa, il mutuo, le spese, le vacanze, la libertà della nuova coppia e quando “nel mezzo del cammin di nostra vita” pensiamo a moltiplicarci  per seguire il consiglio divino ci accorgiamo talvolta che è troppo tardi, troppo complicato e troppo dispendioso. Nel 2016 il numero medio di nascite è stato di 1,34 figli per donna, ancora in calo rispetto agli anni precedenti e comunque inferiore al 2,1, che dovrebbe essere il numero ideale per garantire il ricambio generazionale.

Non diamo la colpa alla precarietà del lavoro ed all’incertezza nel futuro, perchè il livello di benessere ed agiatezza di cui godiamo oggi non ha precedenti. Piuttosto, siamo talmente egoisti da non voler rinunciare al nostro benessere e certo non siamo votati al sacrificio. Mia madre a 23 anni si è sposata e un anno dopo mi ha messa alla luce, ed ha trascorso il resto della sua esistenza a crescere me, mia sorella e gli altri figli che le avrebbe concesso la vita, e si è unicamente votata al nostro benessere. Alla sua età mi sono sposata anch’io, ma poi ho continuato l’università, ho seguito un corso di formazione, fatto un master, vinto borse di studio e viaggiato nel mondo per lavoro.

Pensare a noi stessi ci occupa troppo tempo e risorse. Non ce ne resta mai abbastanza per qualcun altro. Tantomeno per una creatura che il nostro tempo lo pretende tutto per se ed in cambio ci darebbe solo tanto amore. Vero motore e ricchezza del mondo. L'egoismo è il miglior contraccettivo inventato dalla modernità.

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maschicidio 852695 tnLa violenza ogni giorno le donne la esercitano sugli uomini ma i giornali non ne parlano. E’ una notizia che non fa notizia. Nessuno prova compassione per il maschio dominante che viene picchiato o ucciso, lasciato da sua moglie e costretto dalla legge a mantenere una famiglia di cui non fa più parte. Le discriminazioni di genere ci sono, in Italia come nel resto del mondo. Ma ci sono anche gli stereotipi, i luoghi comuni, le cose che si dicono e quelle che non si dicono. Parlare di maschicidio è cacofonico e fuori luogo nella società delle pari opportunità che hanno sempre un occhio di riguardo nei confronti della donna come se si trattasse di un animale in via di estinzione da tutelare e salvaguardare.

L’altra sera a PrimaFila invece parlavamo proprio di Maschicidio. Della violenza delle donne nei confronti degli uomini soprattutto nelle RIS, Relazioni Interpersonali Significative. Di anno in anno il mondo si prepara a celebrare con eventi, convegni, manifestazioni e proiezioni la giornata mondiale contro la violenza sulle donne e ignora dati, statistiche, denunce e numeri di cronaca reale, di uomini traditi e cacciati di casa, minacciati di non poter vedere i propri figli, violentati psicologicamente con le crisi isteriche e trasformati in nuovi poveri da una legislatura sessista quando si tratta di giudicare in materia di separazione: In base ai dati resi noti dal Viminale, che ha analizzato i casi trattati dalle testate web locali e nazionali, nel 2017 sono state uccise volontariamente ben 355 persone, 236 delle quali da partner, parenti stretti, amici, vicini di casa, colleghi di lavoro (i soggetti che condividono relazioni interpersonali significative), divise fra 120 donne e 120 uomini. Uno a uno e palla al centro. Le donne sono violente come gli uomini, alla faccia del gentil sesso.

Pare inoltre che le donne reagiscano meglio alla violenza. Dall’articolo di Monia Savioli sul quotidiano online economiaitaliana.it  “Sembra che le madri uccidano più dei padri e che in generale le donne riescano a sopravvivere con minore difficoltà al senso di colpa e all’orrore che hanno commesso. Quando ammazzano o sono lasciate, le donne difficilmente rinunciano a vivere. La lettura dei dati non mente. Gli omicidi-suicidi in ambito familiare e di coppia sono 30: 28 uomini e 2 donne. I suicidi sono 39 divisi fra 32 uomini e 7 donne. Restando in campo sentimentale, su 66 omicidi, i femminicidi sono stati 42 di cui 14 commessi da stranieri “. La maggiore resistenza può essere stata originata dall’allenamento atavico alla sottomissione della femmina nei confronti del maschio nel passaggio dalla società matriarcale a quella patriarcale e l’istinto di sopravvivenza.

Chi volesse approfondire dati e situazioni può leggere la ricerca di Barbara Benedettelli, “Violenza domestica e di prossimità” che rilegge in chiave neutra i numeri, i dati, le situazioni di un mondo dai rapporti violenti, tra uomini e donne, tra estranei o parenti, dove la differenza di genere non è la vera differenza e conosce solo vittime e luoghi comuni. Io preferisco dedicarmi ad una introspezione personale, nè maschilista nè femminista.

La violenza ci rende animali, senza distinzione di genere

http://barbarabenedettelli.it/wp-content/uploads/2018/06/I-numeri-oltre-il-genere-indagine-omicidi-nelle-RIS-2017.pdf

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educazioneVoglio diventare grande, grande, grande!” Tom Hanks e Renato Pozzetto, nei loro film, hanno espresso questo desiderio e sono stati catapultati da impreparati in un mondo di adulti. I ragazzi di oggi hanno fretta di crescere come i bambini e gli adolescenti di tutti i tempi, ma con la frenesia e la velocità postmoderna la voglia di crescere non è accompagnata dalla giusta formazione, con il rischio di ritrovarsi bambine già “signorine” a 9 anni, mestruate ed impreparate a comprendere il significato di perdite ematiche periodiche e che a 12 anni sperimentano nei bagni di scuola un rapporto a due “come quello visto in internet” con i compagni più grandi per poi ritrovarsi incinte.

Me ne ha parlato un’amica, Angelica, insegnante di una scuola che evito di menzionare, perchè ogni mondo è paese e può accadere vunque. Ragazzini di 8 o 9 anni, sotto i banchi di una scuola elementari, si trastullano il membro naturalmente in erezione senza comprendere la ragione o l’appropriatezza di quel gesto. I bambini, nei bagni, fanno pratica di fellatio con un compagno di classe.

Chi ha sbagliato cosa? Qual è l’età giusta per affrontare argomenti di natura sessuale con il proprio figlio? In un programma scolastico che non prevede lezioni di educazione sessuale a nessun livello di istruzione, gli insegnanti non sanno come comportarsi davanti a queste situazioni delicatissime. I genitori, dal canto loro, schivano il problema. Non è mai il momento giusto, soprattutto nella società fatta di tabù, pregiudizi e ipocrisia. Meglio lasciare le cose come stanno. O al limite far intervenire gli assistenti sociali, come nella scuola dove lavora Angelica, e lasciare che i giovani di domani siano iniziati all’eros in maniera asettica, impersonale, come se assecondare un istinto naturale fosse una colpa di cui nessuno vuole parlare e che è opportuno affidare ad un estraneo.
Ci ritroveremo domani uomini e donne che non sanno come relazionarsi con il partner, egoisti o timidi, edonisti o feticisti, troppo introversi o perversi per avviare un sereno rapporto di coppia basato sul dialogo, la complicità, l’erotismo e il piacere.

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809 gI titoli iperbolici fanno rumore e talvolta distorcono la realtà. Gli italiani non sono un popolo di scambisti. O almeno non lo sono in modo attivo e palese come invece roboava platealmente qualche giorno fa un titolo del Manifesto parlando di una indagine svolta assieme a PornHub, il sito di video porno gratuiti che vanta 90 milioni di visitatori al giorno solo in italia (che nel 2017 conta una popolazione di 60,59 milioni di abitanti inclusi i bambini).

Gli Italiani sono un popolo di sognatori.

Gli italiani sono un popolo di chiacchieroni

Soprattutto sono un popolo di chiacchieroni sognatori, che trasformano in narrazione ciò che hanno immaginato,

I numeri però fanno riflettere.

Perchè le parole più ricercate su pornhub sono “scambisti” ed “orgia”.

Gli scambisti in Italia sono un numero indefinito, tra i 2 milioni e le 500mila coppie. Quindi meno dell'1%. Si tratta di una popolazione eterogenea tra i 18 e i 60 ed oltre anni di età composta da coppie sposate, coppie di fatto, fidanzati o amici e uomini o donne soli che hanno voglia di condividere piccoli momenti di trasgressione. A qualcuno piace guardare, a qualcun altro farsi guardare. E c’è chi decide di lanciarsi in un fantomatica orgia, come nel film “Cosa fai a Capodanno” appena uscito al cinema, dove però l’ammucchiata rimane una fantasia incompiuta come quella di tante, troppe coppie che si lasciano spaventare dalla prospettiva di chissà quali baccanali di promiscuità incosciente.

Non immaginiamo però luoghi dissoluti dove individui invasati da Bacco si rincorrono nudi ed accaldati spinti soltanto dal più bieco istinto animale.

Lo Scambismo, quello vero, in Italia e nel mondo ha delle regole precise anche se non scritte, che partono dal rispetto per le persone coinvolte nel “gioco”, dalla pulizia e dalle precauzioni non solo contraccettive. I locali o le case private dove si svolgono gli incontri rispettano la privacy dei frequentatori e certamente non ne biasimano le fantasie. La libertà di ogni individuo ha come unico confine il rispetto degli altri. Ogni fantasia può essere espressa e potrebbe trovare un modo per essere realizzata.

Ma la magia più fantastica di questo paese dei balocchi fatto per i grandi è sapere che “ciò che accade a Las Vegas rimane  Las Vegas” e nessuno punterà il dito contro un comportamento inconsueto se rispettoso e condiviso. Il nuovo banco di prova per la coppia moderna.

 

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MaryRider04La vita comincia a quarant’anni. La donna è come il vino.Gallina vecchia fa buon brodo.  Potrei continuare per pagine con i luoghi comuni e le frasi fatte. La popolazione italiana invecchia. Il 17% delle donne del nostro paese ha tra i 40 e i 59 anni. Nella maggioranza signore dall’istruzione medio alta che hanno metabolizzato le conquiste del femminismo ed hanno preso in mano la loro vita.

Insomma noi donne stiamo invecchiando bene. E chi non lo sta facendo corra ai ripari con piccoli e fondamentali accorgimenti come volersi bene, prendersi cura di sé stesse oltre che degli altri, avere una vita sessuale intensa e sperimentare nuove emozioni.

È infatti la novità a stimolare la fantasia e tenere acceso il cervello. Lo scrivo con cognizione di causa all’indomani del mio quarantesimo compleanno e della rivoluzione personale e professionale che mi ha travolta nel mezzo del cammin di nostra vita. Guardo una foto ricordo del 2008 e ricordo quando ero vecchia. Poi è arrivato il cambiamento. Quello che ci eccita e spaventa assieme. L’imprevedibilità che si oppone alla routine e viene condannato dalla pubblica morale perché considerata pericolosa.

Mi sono fermata a pensare con gli occhi chiusi. “Rispetto le leggi e le regole della società in cui vivo. Non faccio del male a nessuno. Io vivo”. Ho aperto gli occhi ed ho cominciato a correre dove mi portava il cuore.

Sto ancora correndo. Tra lo Yin e lo Yang, come vorrei questa rubrica settimanale che prende spunto  dalla vita e dalla quotidianità. Ma soprattutto da chi mi legge e si racconta.

 

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