La legge e l'ordinamento italiano sono obsoleti, maschilisti, bigotti e.... ipocriti. Mi sono imbattuta nell'art.528 del nostro codice penale. Secondo cui “Chiunque, allo scopo di farne commGo iN Copertina DVDfr 300x273ercio o distribuzione ovvero di esporli pubblicamente, fabbrica, introduce nel territorio dello Stato, acquista, detiene, esporta, ovvero mette in circolazione scritti, disegni, immagini od altri oggetti osceni di qualsiasi specie, è punito con la reclusione da tre mesi a tre anni e con la multa non inferiore a 103 euro. Alla stessa pena soggiace chi fa commercio, anche se clandestino, degli oggetti indicati nella disposizione precedente, ovvero li distribuisce o espone pubblicamente (…)”.

 

 

Nel 2014, quasi ottant'anni dopo da promulgazione del codice Rocco, cosa si intende per osceno? Con l'art. 529. agli effetti della legge penale, si considerano “osceni” gli atti e gli oggetti, che, secondo il comune sentimento, offendono il pudore. Non si considera oscena l’opera d’arte o l’opera di scienza, salvo, che, per motivo diverso da quello di studio, sia offerta in vendita, venduta o comunque procurata a persona minore degli anni diciotto.

 

Inoltre il rapporto che si instaura tra attore o performer, regista, e fruitore di un video porno non si configura come il reato di sfruttamento della prostituzione così come definito dall'art. 3 l. 75/1958, alias Legge Merlin che in Italia ha definitivamente abolito la florida realtà delle case chiuse con l'illusione di eliminare il mestiere più antico del mondo semplicemente smettendo di parlarne. Lo ha dimostrato articolo di legge su articolo di legge una consulenza commissionata dalla collega e amica Valentina Nappi al prof. Vincenzo Maiello, ordinario presso l’Università Federico II di Napoli – sulla liceità della produzione di film porno in Italia.

 

In base a questa ricerca, che Valentina sponsorizza con la sua voglia di emancipare la pornografia dal bigottismo e rivendicare la libertà di scelta delle attrici porno contro il preconcetto paleocristiano di colpa senza redenzione, “Il tipo di rapporto che si instaura non è, quindi, proprio riconducibile al genus della prostituzione, mancando sul terreno oggettivo il contenuto sinallagmatico delle reciproche prestazioni del cliente e della prostituta” (scrivo citando le parole dello stesso docente riportate nell'articolo della Nappi (leggi tutto l'articolo sul suo sito).

Allora perchè le maggiori case di produzione italiane sono emigrate oltr'alpe? Merito della porno tax, inventata dagli economisti berlusconiani nel 2009 per risollevare l'economia nazionale con una extra fee sui presunti introiti milionari di un'azienda frammentata, improvvisata e disorganizzata. Perchè il porno tira, come la patatina pubblicizzata da Rocco Siffredi. E lo farebbe molto di più. A patto che sia ordinato da una legislatura moderna e gestito da manager preparati e non da sfruttatori.

 

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